Seo locale come lavorare per le Ricerche Locali dal 2018

Il punto sulla Ricerca locale nel 2018 per chi si occupa di Seo Locale

La Seo Locale dal 2018 in poi

Chi si occupa di offrire Servizi Seo sa bene che dovrà sempre restare aggiornato sui cambiamenti apportati dai motori di ricerca ai loro algoritmi, alle specifiche tecniche che possono velocizzare un processo o migliorare il posizionamento di un sito web a livello locale.

Nel mio caso, offrendo Servizi Seo a Roma siamo molto concentrati su ciò che accade nel mondo del Local SEO.

Vale a dire, tutto ciò che ruota intorno al mondo local in relazione al posizionamento sui motori di ricerca delle attività locali.

Dunque, ad automarketta finita...

Se stai leggendo questo articolo concorderai con me quando dico che la cosa importante in settori continuamente in evoluzione come la seo locale è restare sempre sul pezzo.

Giusto?

In questo articolo potrai leggere un resoconto di quello che è stato un webinar internazionale che si è occupato di fare il punto sullo stato della ricerca locale nel 2018.

Personalmente non andrò nel dettaglio elencando partecipanti organizzatori ed analizzando punto per punto, ma mi limiterò a fare due cose:

  1. Riportare il link al webinar, clicca qui
  2. Riportare i concetti salienti su quali saranno i punti fondamentali della seo locale dal 2018 in poi

Troverai poi il mio parere sui concetti evidenziati nel webinar e credo che in base ai punti trattati, ai cambiamenti analizzati ed alle argomentazioni che farò chiunque possa intravedere delle colonne portanti nel suo modo di approcciare o rivedere i propri assunti sulla local seo.

Il sunto del webinar

sarà sviluppato in questo modo:

  • Paragrafo contente nome dell’argomento trattato
  • Elenco puntato con le risposte date dai partecipanti
  • Commento su quello che è il mio punto di vista

Quali sono stati gli sviluppi interessanti lato seo nel 2017?

  • L’introduzione delle ads nel pack delle mappe google
  • La possibilità di pubblicare post sulla scheda Google My Business

I rich snippet e la posizione zero hanno ridotto le visite sui siti aziendali

L’introduzione di molte implementazioni sull’interazione con gli smartphone da parte dei risultati di ricerca direttamente sulla pagina di risposta del motore ha portato alcuni settori ad un calo del traffico proveniente dal mobile.

Basta notare ad esempio ai panel che rispondono vocalmente alle ricerche vocali fatte da smartphone.

In più l’introduzione di risultati sponsorizzati nelle mappe locali lascia intendere che Google si sta focalizzando molto sulla parte relativa al locale, così come di riflesso stanno facendo Facebook ed anche Amazon.

Il mondo local dunque sta avendo un picco di attenzione da parte dei colossi.

Per Google dunque, inserire pubblicità nei risultati relativi anche alle mappe per zone molto circoscritte vale a dire aumentare le possibilità di avere più micro-inserzionisti e di conseguenza più introiti.

Una scia che è anche quella di Facebook che grazie alle sponsorizzazioni sempre più numerose delle attività locali che fanno social media marketing usando le Facebook ads quest’anno dovrebbe arrivare a superare i 50 miliardi di dollari di fatturato.

Dunque questo ha portato ad un sensibile calo fisiologico di visitatori, a parità di fattori come posizioni nelle serp locali, rispetto allo scorso anno sui siti web delle attività locali.

Il motivo come detto è semplice, molte interazioni si fermano sulla pagina di ricerca che restituisce un risultato molto più completo rispetto agli anni scorsi, con la possibilità da parte dell’utente di cliccare per chiamare sui tasti click to call, o di avere subito indicazioni stradali, poter osservare la posizione sulla mappa con un colpo d’occhio o avere subito l’impressione di quanto un’azienda sia o meno affidabile attraverso la sezione relativa alle recensioni.

David Mihm addirittura afferma che Google considera il sito web come una fonte di dati per Google da mostrare poi sui risultati di ricerca.

A questo punto la domanda che si pongono è:

Ma allora serve ancora realizzare un sito web per le attività locali?

  • Si perché senza difficilmente riesci a posizionarti sui motori di ricerca
  • Il sito è una fonte di dati aziendali molto affidabile per google

Se prendiamo per buona, e per me lo è, l’affermazione di Dabid Mihm in cui dice che il sito è una fonte di dati aziendali per google allora il sito web non può che essere la più attendibile delle fonti di informazioni per il motore di ricerca, questo porta con sé la risposta alla domanda.

Dunque.

Considerando il sito una fonte di dati allora questi vanno inseriti in maniera strutturata e nel modo più completo possibile, così da poter sfruttare di riflesso la situazione, per offrire maggiori e più complete informazioni nei knowledge graph.

Altra leva importante da poter sfruttare è la grandissima crescita che sta ottenendo la ricerca per immagini su Google, che permette agli utenti di avere anche informazioni aggiuntive direttamente dai risultati, come ad esempio informazioni su ricette e prodotti, tutto questo grazie all’utilizzo dei dati strutturati.

Come descritto nel video caricato sul canale youtube.

Risulta dunque evidente che anche in questo modo le visite al sito web sono destinate a calare.

Dunque.

Sebbene io mi ammazzi di fatica anche tecnicamente implementando i dati strutturati nel sito anche nelle immagini comunque il mio sito non ne guadagnerà a livello di traffico ma anzi, non farò altro che dare maggiori informazioni a Google senza nulla in cambio.

Ma a questo punto.

Serve ancora realizzare un sito web per le attività locali?

SI.

Anche perché senza un sito web si avrebbero maggiori difficoltà nel mettere in atto attività di web marketing un tantino più avanzate come lead generation e l’utilizzo del retargeting su Facebook o Google.

Senza contare che è un incredibile strumento di comprensione del proprio pubblico online grazie alla possibilità di tracciarne spostamenti interni e tempi di permanenza sulle pagine dedicate a questo o quel servizio.

Ma restando in un ambito squisitamente legato alla SEO va da sé che se il motore di ricerca considera il sito istituzionale la più autorevole fonte di informazione per il suo indice e se come visto nell’ultimo anno si va verso una maggiore interazione direttamente sui risultati di ricerca il sito web di un’azienda diventa dunque, attraverso i dati strutturati, un prezioso alleato per inviare al motore di ricerca le informazioni che vogliamo relative al nostro sito web.

Questo tipo di lavoro seppur antipatico e rognoso aiuta però il motore a comprendere al meglio l’argomento intorno a cui ruota il nostra sito web e dunque cosa tratta la nostra azienda.

I risultati in serp diventano la nostra Seconda home page.

Volendo la si potrebbe anche considerare come un biglietto da visita visto che racchiude tutte le informazioni sulla nostra azienda.

Ovviamente questo avviene quando le ricerche sono branded, ovvero navigazionali, che sono due sinonimi per dire che si sta cercando una specifica destinazione, in questo caso la nostra attività.

risultati google studio odontoiatrico dominici dentista a roma

risultati google ricerca brandizzata

Effetti dell’introduzione dell’indice mobile

  • ogni azienda dovrebbe avere un sito web responsive quanto meno
  • ci vorrà ancora del tempo ancora

Questo quanto emerso dai 7 minuti di talk da parte di 5 esperti della Seo Locale

Un po’ poco dal mio punto di vista.

Fosse solo perché nel 2016 Google annunciò l’intenzione di passare ad un indice mobile come indice principale per restituire risultati.

A dicembre 2017 invece arriva un ulteriore annuncio che sembra di imminente implementazione, il titolo è molto chiaro a riguardo.

Il tuo sito è pronto per il mobile first index?

All’interno del post si legge:

To recap, currently our crawling, indexing, and ranking systems typically look at the desktop version of a page’s content, which may cause issues for mobile searchers when that version is vastly different from the mobile version. Mobile-first indexing means that we’ll use the mobile version of the content for indexing and ranking, to better help our – primarily mobile – users find what they’re looking for.

Che tradotto vuol dire:

Per ricapitolare, attualmente il nostro sistema di scansione, indicizzazione e posizionamento guarda principalmente alla versione desktop di una pagina, cosa che può causare problemi per gli utenti da mobile quando si ritrovano con una versione molto differente di una pagina tra desktop e mobile.
L’indice mobile invece ci permetterà di usare una versione mobile del contenuto da indicizzare e posizionare per offrire agli utenti che cercano da mobile la versione migliore in base a ciò che stanno cercando“.

il 17 Gennaio 2018 invece un annuncio molto importante, l’utilizzo della velocità di caricamento delle pagine come fattore di posizionamento su google.

Questo annuncio però non è un allarme per chi ha un sito web che ha una decente velocità di caricamento, perché come si legge al suo interno l’obiettivo è di offrire una migliore esperienza alle persone che da mobile effettuano ricerche perché queste vogliono risposte nel modo più veloce possibile.

Viene comunque specificato che questo Speed Update non darà alcun vantaggio ai siti con una più rapida velocità di caricamento, certo è però che se un sito è lento nel caricarsi non potrà ottenere vantaggi in ottica di posizionamento.

La metrica che fa la differenza

Tra gli studi su quali siano i fattori di posizionamento per un sito web ve ne sono altri che lasciano capire che alcune metriche, quindi alcuni dati rilevati, possano influenzare negativamente.

Il salto della quaglia

Il salto della quaglia nella seo ha un nome ben definito ed è Pogo Sticking, ma in italia rende meglio con il richiamo al dentro fuori.

Solo che mentre nella vita privata il salto della quaglia ci salva da gravidanze in attese, lato SEO è un danno.

Per capirlo bene parliamo prima del CTR che è la media dei clic che si ottengono sui risultati di google per una determinata parola chiave ogni volta che si viene proposti tra i risultati.

Questo valore si porta appresso il potenziale problema del Pogo Sticking.

Ovvero:

Il caso in cui un utente entra nel sito dal motore di ricerca e subito ne esce andando magari a cliccare i risultati dei concorrenti in serp, in questo caso parliamo di Pogo Sticking.

Questo caso è a mio avviso uno dei peggiori segnali che si possano mandare al motore di ricerca.

Una delle cause del Pogo Sticking può essere la lentezza di caricamento delle pagine di un sito web.

Perché questo è un problema e viene visto come fattore negativo?

Perché Google ha bisogno di offrire il migliore risultato ai suoi utenti, anche da un punto di vista dell’esperienza di navigazione che questi compiono durante una ricerca.

Quindi l’utilizzo da parte del motore di ricerca di un indice mobile first porta con sé l’obbligo (per chi vuole posizionarsi) di non avere un sito web lento nel caricarsi per evitare di dover affrontare anche un eventuale problema derivante dal Pogo Sticking.

Conseguenze dell’indice mobile first per le attività locali

Va da sé che per le attività locali che già trovano come detto prima un calo di visite, dovuto al cambiamento estetico/funzionale delle risposte del motore di ricerca, con l’ingresso dell’indice mobile first vi è un’attività ulteriore da aggiungere alle task da svolgere.

Rivedere il sito web da un punto di vista di:

  • velocità di caricamento delle pagine
  • capacità di interessare sin da subito l’utente
  • offrire un’esperienza utente gradevole e semplice

Per fare ciò è necessario lavorare bene a livello di progettazione di un sito web e fare in modo che risponda al meglio alle necessità degli utenti.

Se ti interessa guarda un esempio di sito web ben fatto, e ben posizionato per quella che era una keyword navigazionale (vale a dire che mi aspettavo di trovare proprio quella pagina su quello specifico sito aziendale).

l’ho trattato in questo video.

Come hai potuto vedere, ho trovato subito quello che cercavo, in pochissimo tempo e poco importa se nell’esempio il sito in oggetto era quello della Lavazza, il concetto da portare da questo video è l’importanza di avere un sito ben strutturato, snello e facile da navigare da mobile.

Perché?

Perché questo è uno dei modi in cui arriva il traffico alle aziende locali ed è anche per questo tipo di traffico che bisogna impostare strategie di web marketing che ti permettano di restare in contatto con l’utente.

Insomma, usare i pixel nelle pagine di assistenza mi sembra una buona idea per offrire promozioni mirate sui social a chi ha avuto problemi con noi.

Senza uscire dal seminato, andiamo avanti con gli argomenti trattati dal webinar che tanto è chiaro il mio punto di vista sull’ultimo punto.

La reputazione è la nuova Sovrana ?

il titolo del punto nel webinar in realtà era “is the reputation the new king?” ma onestamente non mi piaceva tradurla con Re o Regina.

Ad ogni modo va precisato che per i protagonisti del Webinar il concetto di reputazione si limita alle recensioni mentre per me va molto oltre, ma intanto ecco cosa hanno evidenziato nei loro interventi.

  • Una buona reputazione incrementa le chance di fare più affari
  • Vi è un incremento notevole dello spam all’interno delle recensioni
  • Vi sono sforzi significativi da parte di Google per riconoscere le recensioni false

Migliorare la reputazione online porta più affari

Come dicevo prima a mio avviso il discorso sulla reputazione va oltre le recensioni online perché va analizzata anche la situazione offline dell’azienda.

Infatti lavorare per accrescere la propria reputazione offline si riflette positivamente anche online e sui risultati ottenibili in serp.

Questo perché, solo per fare un esempio sciocco ma di grande significato intrinseco, essere conosciuti offline nella propria zona ti permette in alcuni casi di aumentare il CTR.

ho detto tutto?

No, ci sarebbe molto da dire ma diciamo che questo aspetto meramente tecnico è solo un riflesso dell’attività offline per migliorare la propria immagine aziendale.

Attività offline che invece online si traducono in una migliore media di stelline sui siti in cui gli utenti lasciano i loro pareri.

Yelp, Fcebook, TripAdvisor e lo stesso Google My Business fanno delle recensioni un parametro di affidabilità delle aziende, e di conseguenza gli utenti assegnano alle recensioni online un ruolo molto importante nel loro processo di acquisto.

Ad esempio alcuni dati, ripresi da un articolo in via di realizzazione che pubblicherò più avanti con le fonti e più argomentazioni, riportano che:

  • il 68% delle persone dichiara di essere disposto a pagare fino al 15% in più un prodotto se sicuro di avere una bella esperienza di acquisto.
  • L’82% degli intervistati dichiara di essere stato convinto dal contenuto di una recensione ad effettuare un acquisto almeno una volta.
  • L’81% delle persone intervistate ha dichiarato di aver usato google l’ultimo anno per trovare un’azienda o un servizio di cui aveva bisogno.
    • Il 77% di questi ha usato uno smartphone.

Il ruolo delle Recensioni nella Seo Locale

A riprova di questi dati basta vedere come Google ha lavorato sul suo sistema di posizionamento online a livello locale e quanto impegno stia mettendo nella gestione delle recensioni.

risultati di una ricerca locale qualsiasi su google organizzati in base al valore medio delle recensioni

risultati di una ricerca locale qualsiasi su google organizzati in base al valore medio delle recensioni

In un video ho poi riportato la notizia in cui Google ha iniziato ad implementare recensioni di terze parti all’interno del box recensioni relative alle schede attività proposte nel suo local pack.

Va poi aggiunto che sono in corso numerosi studi e collezione di dati, anche da parte del sottoscritto, per avere una prova provata che il testo di una recensione prmette ad una scheda di posizionarsi meglio per alcune parole chiavi perlopiù long tail (le chiavi a coda lunga).

Mentre sul ruolo sempre più centrale delle recensioni online nella Seo Locale abbiamo tutti le indicazioni dallo studio di MOZ che ne attribuisce un peso relativamente importante.

Infatti dal 2015 al 2017 lo studio riporta percentuali di rilevanza delle recensioni nel posizionamento locale in netta crescita facendo registrare un aumento di 6 punti percentuali.

Tant’è mentre nel 2015 le recensioni per lo studio di MOZ sui fattori di posizionamento locale aveva un valore del 8.4% in quello rilasciato per il 2017 fa registrare un valore del 14%.

Dunque.

  • Abbiamo visto che Google si impegna a fornire risultati locali basandosi anche sul valore medio delle recensioni.
  • Abbiamo visto che le recensioni rivestono un ruolo sempre più rilevante in qualità di fattore di posizionamento locale.
  • Abbiamo accennato alla spinta data dall’utilizzo delle parole chiave all’interno delle recensioni.

Tutto ciò ci collega al commento relativo al successivo appunto preso dal webinar sullo stato della ricerca locale nel 2018, lo spam e le recensioni false.

Spam e Recensioni False

Sul problema relativo allo Spam ed alle recensioni false su MyBusiness Google sta lavorando muovendosi futuribilmente bene.

Dico Futuribilmente, senza sapere se esiste il termine, perché a Dicembre 2017 ho letto un brevetto che, come scritto nell’articolo intitolato Google Penalizza le Recensioni false, sembra stia studiando il modo di assegnare un peso reale alle recensioni in base alla frequenza con cui si ritorna o meno in un’attività recensita precedentemente.

Mi sembra, con le dovute proporzioni tra un Chirurgo estetico ed un fruttivendolo, una buona soluzione, in base alla quale poter ridurre lo spam nelle recensioni, anche perché fino ad ora non vi è modo di dimostrare su google che le recensioni ottenute siano effettivamente provenienti da clienti reali.

Va aggiunto poi che Google ha stretto accordi con alcune case produttrici di carte di credito per cercare di capire l’afflusso in un negozio in quali momenti ed in quali giorni, questo oltre ad offrire un altro dato importante da mostrare in serp gli permette anche di capire (sempre potenzialmente ) se una recensione proviene o meno effettivamente da un cliente di un’attività .

Per adesso l’unica possibilità che si ha è quella di segnalare le recensioni che riteniamo essere non veritiere ed aspettare.

Vi è chi consiglia di rispondere alla recensione dicendo di non trovare riferimenti nel databse aziendale circa l’autore della recensione invitandolo a mettersi in contatto con l’azienda.

Ma in italia sono ancora troppo poche le aziende che fanno profilazione clienti come si deve, quindi la vedo una risposta più farlocca della recensione.

Il problema dunque resta, ma abbiamo fiducia in Google e nel suo algoritmo oltre che nel successo del programma Local Guide che a mio avviso andrebbe promosso maggiormente.

Il Tempo di viaggio è una metrica

Proprio in virtù di quanto detto fino ad ora circa le recensioni, vorrei riportare un estratto di un articolo pubblicato qualche giorno fa qui su okkei.it dove svelo due segreti della seo locale.

Darren Show dalle pagine di Moz Afferma:

“La prossimità dall’utente che effettua la ricerca è il primo fattore di posizionamento nei risultati di ricerca locale”.

Che sia realmente il primo fattore di posizionamento o meno poco importa, ciò che importa è che dell’importanza della vicinanza tra il punto da cui si cerca qualcosa e le aziende proposte nei risultati se ne parla da svariati anni, personalmente ho trovato un primo articolo del 2009.

Questo porta ad una logica conclusione, il motivo per cui la vicinanza tra chi cerca e l’azienda proposta nella serp è importante è relativa al tempo di viaggio.

Ora ci sarebbero a tal proposito dei dati statistici che ho letto qualche anno fa sul sito Think with Google che indicano quanto i clienti siano disposti a spostarsi per raggiungere un punto di interesse in base al tipo di azienda di cui si parla, solo che non sono riuscito a ritrovare il link esatto.
Ecco comunque il link a Think with Google.

Tutto ciò però conferma la tesi secondo la quale il tempo di viaggio sia una metrica di posizionamento, così come si evince da un brevetto Google del 31 Gennaio 2017.

Dal brevetto viene fuori quanto segue:

“time investment a person may be willing to make to visit a specific location.”

“Il tempo che una persona è disposta ad investire per visitare un luogo specifico”.

Più chiaro di così.

Dunque per un’attività locale questo vuol dire semplicemente che anche se hai lavorato bene lato SEO non devi preoccuparti se il sito di un’attività commerciale meno ottimizzato del tuo viene riproposto prima.

Come potresti ovviare a questo tipo di situazione?

La soluzione potrebbe essere coprire le aree di interesse geograficamente più lontante con le LOCAL ADS in SERP e nelle MAPPE.

In più il fatto che si usi il termine “tempo investito” associato alla frase “per visitare un luogo di interesse” sembra lasciar intendere che Google voglia sapere se poi effettivamente l’utente faccia seguire successivamente alla ricerca anche una effettiva visita.

Ad ogni modo

La vicinanza tra chi cerca e chi viene proposto tra i risultati è un aspetto che ha un suo peso sul tipo di risultati che andiamo ad ottenere in serp, infatti non sempre viene proposta l’azienda locale con i maggior numero di recensione all’interno dei risultati.

Spero sia chiaro il passaggio perché questo porta dritto alle Ricerche Vocali.

Le Ricerche Vocali, o voice search

Nel webinar i punti salienti sulle ricerche vocali sono:

  • Ancora non sono così rilevanti
  • è troppo presto per preoccuparsene

Secondo me è assurdo che un argomento che implica un cambiamento così radicale nel nostro modo di approcciare alle ricerche online venga trattato dagli esperti del settore con tanta superficialità.

Senza offesa ma credo che alle 20 passate di sera la gente preferisca comunque andare a cena.

Ma detto questo:

La sfida della ricerca vocale, ovvero Comprendere il linguaggio naturale

Sulla pagina del team di Google che studia la comprensione del linguaggio naturale (Natural Language Understanding Team page)

John Giannandrea, Vice presidente del reparto ricerca di Google afferma:

Recent research interests of the Google NLU team include syntax, discourse, conversation, multilingual modeling, sentiment analysis, question answering, summarization, and generally building better learners using labeled and unlabeled data, state-of-the-art modeling, and indirect supervision.”

In sostanza dichiara che gli interessi recenti del team NLU di Google includono, sintassi, discorsi, conversazione, risposta alle domande, ed in generale una migliore comprensione del linguaggio naturale usato dalle persone in relazione, come vedremo più avanti, al contesto in cui si trovano.

Il Contesto è la chiave di tutto.

Qualche giorno fa ho visto un documentario su Sun Tzu e l’arte della guerra.

Il documentario spiegava come il Generale asiatico più di 2000 anni fa avesse già chiara l’importanza del contesto in cui ci si muove, a differenza degli americani in Vietnam che ignorando completamente il contesto presero un sacco di botte.

Perché questo parallelismo?

Perché Google, così come ogni studioso di linguistica, conosce perfettamente l’importanza del contesto culturale.

Una parola infatti può significare concetti diversi a seconda di dove la si pronuncia o se utilizzata in fase di ricerca può avere intenti completamente diversi a seconda di chi effettua la ricerca.

Ad esempio:

“Carro” in messicano vuol dire auto, in spagnolo carro.

Oppure:

Se un bambino scrive su Google “CARS” magari vuole risultati attinenti al cartone, mentre un adulto può volere altro.

Ecco l’importanza del contesto, è fondamentale comprendere il significato implicito di ogni ricerca.

Tutto ciò è alla base dello sviluppo e del successo dei risultati che si ottengono con strumenti come Google Assistant

Ecco spiegato l’interesse verso il linguaggio naturale, serve ad offrire migliori risposte alle necessità degli utenti.

Per farlo, Google ha bisogno di:

  • Capire ogni pagina web di cosa tratta (semnatica)
  • Capire cosa gli utenti stanno cercando, anche attraverso il loro linguaggio naturale sfruttando la ricerca vocale.

Sempre dal punto di vista di Mountain View vi sono poi motivazioni di carattere prettamente commerciale che spingono ad investire in questo settore:

Il Trend sulle ricerche di tipo Vicino a ME


Le ricerche vocali spesso hanno un intento locale perché svolte in mobilità, ovvero mentre siamo in movimento, ad esempio in auto.

Va  poi considerato che spesso a livello locale sono gli stessi SUGGEST dei browser che vanno a completare le ricerche scritte a mano con un “vicino a me”.

Infatti.

Lo stesso Google va a creare i micromomenti , andando a completare le ricerche con il Near Me (VICINO A ME) all’interno della query sul cellulare per ricerche non branded, quindi non riferibili ad un marchio.

Questo vuol dire che Google coerentemente sta implementando i dati che raccoglie dall’utilizzo che si fa del suo motore di ricerca per rispondere in maniera precisa alle intenzioni dei consumatori.

Sta quindi anticipando quello che gli utenti possono arrivare a cercare, perché infatti per molte ricerche è probabile che si sia interessati a qualcosa che sia vicino alla posizione dalla quale si ricerca.”


Ovviamente parlando di una ricerca di tipo vocale è presumibile che il risultato delle serp sia proprio uno di quelli tipici che porta i siti delle aziende locali ad avere un calo nelle visite e ce anzi sia uno di quei risultati molto completi ed interattivi per gli utenti che effettuano la ricerca.

Quindi.

La Seo Locale dal 2018 chiede l’ottimizzazione per le query Vicino a Me

Non è forzato secondo me il titolo del paragrafo anzi, secondo me è più che giusto.

Qui mi occupo di Seo a Roma, di una città che si fonda sul turismo da centinaia di anni, e con l’avvento delle connessioni mobili, dell’utilizzo delle ricerche vocali vuoi vedere che un turista non cerchi un qualcosa che gli sia vicino?

  • Un bancomat vicino a me
  • Una farmacia vicino a me
  • Un tabaccaio vicino a me
  • Un locale notturno vicino a me

Bisogna ragionare su questi concetti e farsi trovare preparati e lavorare d’anticpipo in base al tipo di settore in cui si opera.

Immagina, Puoi.

Immagina un  sito web di un locale notturno, con una versione anche in inglese e  che con l’aiuto di schema.org ottimizza la pagina web di un evento imminente anche per le query vicino a me (near me in questo caso).

Hai visto mai che un turista a ROMA faccia una ricerca del tipo “where i can dance tonight near me”.

Conclusioni

Insomma vi è molto su cui lavorare e su cui riflettere perché sono molti gli aspetti da tenere in considerazione, però vi sono ottime potenzialità per lavorare sul proprio business sfruttando la SEO Locale.

Il numero di visitatori cala dai risultati di Google, le serp sono più interattive e tra gli spazi occupati dalle ads e l’evidenza che prende il local pack vi è più difficoltà ad ottenere clic sui risultati per cui si è in prima pagina.

Però sfruttare i tecnicismi cercare di intravedere la direzione in cui sta andando il motore di ricerca può aiutarci ad impostare strategie importanti e lungimiranti.

Anche diversificando le fonti di traffico verso il sito.

Spero abbiate gradito.

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
Giuseppe Schettino
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