statistiche ricerche locali 2013

Le Statistiche Ricerche Locali 2013 chiamano all’azione le PMI

Le ricerche locali per google sono una grossa fonte di guadagni, questo è innegabile considerando le statistiche, per questo ha recentemente commissionato in tutto il mondo, in Italia ad IPSOS, una ricerca chiamata “OUR MOBILE PLANET” il nostro pianeta mobile.

Dalla ricerca si evince che per le attività imprenditoriali di piccole e medie dimensioni le ricerche locali sono il presente ed il futuro.

Prima di riempirvi la testa di chiacchiere, vi snocciolo i dati così potrete rifletterci man mano da voi.

Poi ragioniamo insieme.

  • il 65% di tutte le ricerche locali provengono da dispositivi mobili come smartphone o tablet
  • 92% di chi ha uno smartphone effettua ricerche locali
  • 84% di chi effettua una ricerca locale compie un’azione come conseguenza della ricerca effettuata
    • 60% visita l’attività trovata o in negozio o sul sito web
    • 48% Entra in contatto con l’attività in questione
    • 30% effettua un acquisto
    • 24% consiglia o recensisce l’attività attraverso innescando il passaparola o il buzz
  • 28% di chi ha uno smartphone compie una ricerca locale ogni giorno
  • 60% effetua una ricerca locale almeno una volta alla settimana
  • Il 52% dei consumatori poi ha effettuato una ricerca locale a partire da una pubblicità vista in negozio

Evidenze

Considerando i dati pubblicati da Google e confrontati con quelli presentati da Groupon il 28 Novembre 2013 (su una indagine commissionata a Doxa),   dove si evince che solo il 56% delle imprese italiane utilizza il web come mezzo di promozione online, è evidente che qualcosa non torna.

Se poi paragoniamo questi dati alla vita reale, è come se ci trovassimo in una situazione in cui il 92% degli adulti gira per negozi, ma solo il 56% dei negozianti è aperto.

Una dicotomia che lascia tante riflessioni da fare.

L’accesso connettività globale è sempre più alla portata di tutti e sempre a minor prezzo, quindi tutti useranno uno smartphone connesso e quel 92% diventerà presto, 100%. Questo è poco ma sicuro.

Se poi una persona su 3 fa una ricerca locale al giorno, ed uno su 3 compra, vuol dire che le potenzialità sono tante.

Tenendo conto poi che 6 su 10 visitano l’attività trovata o sul sito o in negozio perché si dovrebbe perdere l’occasione di intercettare un potenziale cliente già tramite il proprio sito web?

C’è poi un ulteriore dato che va tenuto in considerazione.

Il 24% di chi fa una ricerca locale su google poi tramite recensioni online o tramite passaparola parla dell’attività ad altri suoi conoscenti.

Questo vuol dire che ogni cliente va trattato con i guanti, non solo quelli soliti, perché ogni cliente è un portatore potenziale di altri consumatori.

Conclusioni

A tal proposito vorrei invitarvi a rivedere la vostra Visione commerciale, spostando il cliente al primo posto, scalzando il mero scambio commerciale, ed aprirsi alle nuove metodologie di marketing.

Io credo che dati alla mano lamentarsi della crisi non paghi poi molto, che bisogna ingegnarsi.

A me hanno insegnato che il lavoro non viene a bussarti alla porta, devi essere tu ad andartelo a cercare cosa aspettate?

Continuare a navigare il sito leggendo cos’è la local search.

Vi lascio in basso con l’estratto dell’indagine in esame, e sono curioso di conoscere il vostro parere in merito.

statistiche ricerche locali 2013

statistiche ricerche locali 2013

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
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3 Responses to “statistiche ricerche locali 2013

  • Haha, ho trovato il tuo Twitter! @Indoorseo avevo guardato solo nel footer… Approposito dacci un’occhiata penso sia da sistemare 😉

  • Ciao Giuseppe,
    certo la quantità di dati che ha a disposizione Groupon non regge il confronto con Google. Si tratta comunque di dati interessanti, inoltre c’è un’altra statistica condotta sempre grazie a Google ma da un ente privato sull’Italia, si chiama “Fattote Internet” (fattoreinternet.it) dove si parla della percentuale d’uso di Mobile come di un primato tutto italiano, pare che in Italia si comprino e si usino gli Smartphone più che in altre parti del globo.

    Aggiungerei anche che Google con AdWords ha una linea diretta di controllo e verifica su un campione molto significativo di aziende che operano online, dei loro contatti con i vari clienti/utenti ed anche direttamente delle loro conversioni grazie all’istallazione di sistemi di tracking di Analytics & Co.

    Comunque si vede che la rete sta cambiando in questa direzione, prova ne è che sempre più siti si stanno spostando verso il Responsive Web, dato che non tutti possono permettersi applicazioni native, e che comunque le applicazioni native non sono sempre l’ingresso da cui gli utenti accedono ai contenuti di un sito. Il fatto stesso che i contenuti di un sito siano fruibili anche da un’applicazione non implica che poi gli utenti non finiscano sul sito magari da una ricerca su Google appunto, con la loro device mobile, e a quel punto è importante fornire agli utenti una versione del proprio sito che sia adatta.

    Seguendo queste statistiche e la logica è chiaro che la rete ha il potenziale e lo avrà sempre di più di fornire degli strumenti unici per le aziende che permetteranno loro, a chi ne saprà cogliere l’opportunità, di offrire ai propri clienti un’esperienza di acquisto sempre più gradevole e gratificante, perché ritagliata su specifiche individuali. Ad esempio l’utilizzo della geolocalizzazione come di tanti altri dati che gli utenti di oggi tramite i loro Smartphone stanno continuamente condividendo in continuazione, parlo di BigData in questo caso e tutto quello che ne comporta!

    L’infografica è molto interessante 😉 Dov’è il tuo account Twitter non sono riuscito a trovarlo, ho twitato questo articolo e volevo includerti nel twit così lo trovavi in notifica ma non ho avuto fortuna.

    Ciao!

    • Lavorerò sul footer, grazie.

      Mi piace il tuo commento, specie quando parli di applicazioni native che, secondo me, non hanno senso di esistere se non si pubblicano contenuti mirati e qualitativamente validi per il consumatore.

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