Social Media Marketing e Politica, evitiamo errori grossolani

Social Media Marketing in politica? È giusto ma occhio agli errori

Il Social Media Marketing ha sancito dalla nascita dei social network  la vera evoluzione del Marketing post-Vietnam, in cui i potenziali clienti erano definiti TARGET, obiettivo, manco avessero il mirino rosso sulla fronte.

Le modalità di approccio alle persone infatti ormai sono cambiate se non del tutto, in molti aspetti, in tutti i settori in cui vi sono ingenti quantità di soldi che circolano.

Non fa eccezione la politica.

Negli Usa infatti la prima campagna elettorale di Obama segnò il successo dell’uso del web come uno dei punti cardini delle campagne elettorali, ovviamente inserito in un contesto di marketing mix.

social media marketing e politica

da notare la ricerca di interazione con il proprio pubblico nel secondo post, si informa che Obama terrà un dialogo diretto con le persone. Questo è Social Media Marketing applicato alla politica.

 

In Italia invece siamo ancora fermi all’anno 1 D.G. (uno dopo Grillo), gli rendo merito semplicemente perché è stato il primo ad utilizzare la rete nella sua totalità per creare un movimento politico, prima e dopo i grillini infatti, l’utilizzo dei social da parte degli esponenti e dei partiti politici è ancorato al singolo esponente di partito, dunque ancora molto primitivo.

Un esempio su tutti.

Proprio questa mattina, un compagno di scuola delle superiori, con il quale ho avuto già modo di discutere all’epoca per le differenti ideologie politiche, mi ha inviato tramite facebook un invito a cliccare mi piace su una pagina chiamata  “Fratelli d’Italia Campania”.

Un nome che dice tutto visto che se non ricordo male lo stesso si occupava del movimenti giovanile del pdl a Napoli.

Supercazzola Alert

Tralasciando il fatto che la supercazzola è invogliante perché proprio come se fossi Antani sin da ragazzino ho avuto la tendenza, per questioni di background familiare, verso lo scappellamento a sinistra.

Tornando Seri

Questa cosa mi ha fatto riflettere.

Fermo restando che in politica si fa molta attenzione alla comunicazione in tutti i suoi aspetti, dal linguaggio del corpo alla tendenza del ciuffo dei capelli, mi viene normale pensare che la parte politica di riferimento al centro destra abbia imparato molto da Berlusconi in questi ultimi anni, il quale ovviamente essendo anzianotto ha ancora una visione un po’ arcaica riguardo all’uso della comunicazione politica sul web, e invece…

… proprio quelli che avrebbero dovuto seguire l’esempio di un grande comunicatore italiano, per non abbiano capito molto di come funzionano le cose.

I giovani infatti che dovrebbero essere quelli più accorti, più lungimiranti, sono proprio quelli che cascano dal pero.

Il giovane Italico dall’amore fraterno prima citato infatti, ha semplicemente invitato tutti i suoi contatti a cliccare mi piace su una pagina facebook.

Cosa errata.

A mio avviso avrebbe fatto meglio a selezionare i contatti dello stesso orientamento politico, contattando privatamente con un messaggio standard quelli che magari sa essere più scettici avviando una vera e propria conversazione.

In questo modo avrebbe avuto la possibilità di stringere relazioni che potrebbero fare comodo in futuro, proprio perché in fase di votazione uno indeciso vota un amico con cui ha un dialogo piuttosto che sperperare un voto.

Evitando poi di invitare chi la pensa in maniera completamente da lui, ma comunque taggandoli in un messaggio in cui spiegasse loro il motivo della scelta di campo, visto le ultime vicende del pdl, invitandoli ad un confronto…

Fosse pure solo per  creare engagement sulla sua propria pagina facebook in relazione ad un determinato argomento.

Garantendomi piano piano, con costanza un seguito.

Questo almeno il modo in cui mi sarei mosso io personalmente.

Ma non voglio con questo dire male di questa persona, vorrei solo portarla ad esempio per far notare quanta ignoranza (nel senso vero del verbo ignorare) vi sia verso le potenzialità del web.

Web che ha già dimostrato di poter dare tanto per quanto riguarda la politica, sia all’estero che in Italia, dove grazie all’uso del web, integrato con una presenza fisica sul territorio ovviamente, il movimento 5 stelle ha raggiunto un 30% di preferenze alle ultime elezioni che ha (passatemi il termine) sputtanato i sondaggisti italiani.

Conclusione?

Dov’è l’umanizzazione del proprio operato, hanno più rispetto i motori di ricerca per le persone.

Prima di muoverci a livello istituzionale su un social network, ad esempio per la pagina aziendale è il caso di ponderare bene le proprie mosse, strutturando una buona Social Media Strategy.

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
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