Matt cutts e Guest post e il terrorismo psicologico

Il Guest post è ormai diventato Spam !

Matt Cutts il 20 Gennaio se n’è uscito con un video il cui nocciolo della questione sta in questi pezzi:

Okay, I’m calling it: if you’re using guest blogging as a way to gain links in 2014, you should probably stop. Why? Because over time it’s become a more and more spammy practice, and if you’re doing a lot of guest blogging then you’re hanging out with really bad company.

traduzione
Okkei, vi dico, se usate il Guest blogging come metodo per guadagnare link nel 2014, probabilmente subirete una battuta di arresto.
Perché?
Perchè col tempo è diventato una pratica sempre più spammosa, e se ne fate tanta alla fine vi ritroverete con brutte compagnie.

In general I wouldn’t recommend accepting a guest blog post unless you are willing to vouch for someone personally or know them well. Likewise, I wouldn’t recommend relying on guest posting, guest blogging sites, or guest blogging SEO as a linkbuilding strategy.

traduzione:
In generale non raccomando di accettare un Guest Post sul blog a meno che non siate disposti a garantire per qualcuno personalmente o che non conosciate bene.
Non raccomanderei nemmeno di basare sui guest Posting la nostra strategia di link building.

Insomma proprio Google usa i link che ancora oggi  come rilevante metro di giudizio per il posizionamento viene a dire a noi che non possiamo crearne?

No, il succo è che siccome sta diventando una sorta di Spam cerchiamo di dargli una regolata, facciamo terrorismo psicologico verso i Seo, così come si dice a Napoli (si misurano la palla) ovvero si calmano con sto spam.

Ed in effetti il guest post è l’evoluzione della vendita dei link, ne sono pieni i forum di persone che comprano e vendono guest posts.

A seguito di queste affermazioni ovviamente si è scatenato il solito tram tram Virale, persino in Italia ( dove siamo ancora pieni di keyword stuffing in alcune serps ad alta concorrenza) si sono sprecati fiumi di parole.

Il Guest blogging e la persistente ragioni d’essere

Poi però ha rettificato:

it seems like most people are getting the spirit of what I was trying to say, but I’ll add a bit more context. I’m not trying to throw the baby out with the bath water. There are still many good reasons to do some guest blogging (exposure, branding, increased reach, community, etc.)

traduzione:
Sembra che molte persone abbiano colto il senso delle mie parole, ma voglio argomentare ancora un po’.
Io non sto cercando di buttare il bambino con l’acqua sporca. Ci sono ancora buone ragioni per fare del guest blogging (notorietà, maggiori visite, community, branding).

Praticamente tutto quello che prevede una strategia di Link Building.

Potrebbe sembrare un epic fail, come se si stesse rimangiando ciò che ha precedente detto e invece ha rafforzato ancora di più il suo intento, o almeno quello che secondo me è il nocciolo della questione:

Mettere in guardia i Seo

Ribadisco che non potendo lo stesso Google andare a caccia di chi vende link sotto forma di guest post cerca un modo per arginare il fenomeno.
Questa specie di terrorismo psicologico avrebbe anche uno scopo puramente promozionale a favore di Google plus, ragionamento che ci sta tutto e che vi invito poi ad approfondire.

In una discussione su g+  +Beniamino Buonocore fa notare che lo Google stesso nei campi del profilo da autore ci permette di inserire i siti per cui scriviamo attualmente e per i quali abbiamo scritto in passato, un bel controsenso.

Una convinzione è andata formandosi leggendo questa discussione:

Google ha bisogno di regolare la questione sul guest blogging e per farlo bene non può permettersi di automatizzare il processo di penalizzazione di palesi guest post Acquistati o di poco valore, c’è bisogno di una valutazione razionale da parte di un soggetto fisico, dunque intanto si sonda il terreno con un video in cui si fa quasi del terrorismo psicologico, poi si integra la questione in base al sentiment che ha generato ed intanto si è mandato un chiaro messaggio ai Seo di tutto il mondo:

Attenzione, va bene integrare il guest blogging nella strategia di link building, purché siano contenuti realmente realizzati con uno scopo più orientato ad un marketing 3.0 che 2.0.

Opinione questa mia personale che è diventata per me ancora più convincente dal commento di Danny Sullivan sul suo account di Google+.

Sullivan afferma che Cutts sta calmando le acque è che l’intervento precedente era stato fatto solo per ragioni di Seo, quindi a meno di un controllo manuale da parte Google chi ha ospitato e fatto guest post non corre rischi imminenti.

Conclusioni?

Per adesso in Italia non dobbiamo preoccuparci visto che chi si occupa di Seo, a parte l’aspetto esteticamente funzionale degli upgrade di Google, siamo ancora ad una attività di Seo abbastanza arcaica che è  basata su un sacco di keyword stuffing per chiavi come: “Igiene dentale Roma”.

Prima che venga strutturata ed attivata una eventuale politica ufficiale circa i Guest Posts e che questa lavori a pieno regime anche in Italia passerà un bel po’ di tempo.

Intanto il buon senso è quello che ci farà stare tranquilli.

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
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