La relazione tra libero professionista ed imprenditore

Chi mi conosce sa bene quanto io tenga a quella parte di tempo che dedico periodicamente alla riflessione sul mio lavoro.

Cosa funziona, cosa non funziona, cosa potrebbe andare meglio e così via.

Da quando ho deciso di diventare un libero professionista questa necessità di analisi è cresciuta sempre di più, ed è nato questo articolo che spero possa essere utile.

I doveri di un libero professionista

La vita di un libero professionista è caotica a volte, contabilità, aspetto commerciale e pratico del lavoro ricadono su una sola figura; anche quando ci si riunisce in più di una figura per completare le proprie competenze vi è un elemento indispensabile che non può mancare, la conoscenza del contesto imprenditoriale in cui si va ad operare.

Chi si occupa di web marketing ha quindi il dovere a mio avviso di dedicare una parte del proprio tempo per tastare il terreno in cui si muove.

Deve andare tra gli imprenditori e parlare con loro, solo così, capendo le loro problematiche, le loro perplessità e le loro difficoltà potrà comprendere il modo migliore per approcciarvi ed essergli utili, io con i miei servizi seo o con i miei servizi di mobile marketing.

Da quando lo faccio sono molto più consapevole di cosa parlo e delle situazioni che vado ad affrontare e cosa ho imparato?

Anche se fai SEO, via dalla scrivania e calati nelle situazioni in cui vuoi operare

crescere come libero professionistaL’iniziativa imprenditoriale di un libero professionista sta dunque nel cercare i clienti ma anche nel conoscere i potenziali clienti, tutto questo staccandosi dalla scrivania e calandosi nella realtà.

Sono consapevole che chi si occupa di web marketing ha in fondo in fondo un’anima un po’ Nerd.

Infondo declinazioni del marketing come la SEO o il Social Media Marketing sono punti forti delle generazioni degli inizi degli anni 80 in poi.

Parlo di generazioni cresciute e che hanno cresciuto il web e l’industria del digitale.

Partendo dai videogiochi.

Ma non si può prescindere dalla conoscenza del territorio e dalla conoscenza delle problematiche concrete in cui si trovano a lavorare gli imprenditori locali.

Ad esempio non si potrà proporre ad un parrucchiere di preparare un’offerta per la sua clientela e tenerla attiva anche di Venerdì e Sabato, giorni di maggiore affluenza, perché aumentare la clientela vorrà dire fare in modo che si lavori di più quando vi è meno affluenza in negozio.

Lo stesso discorso vale se si vuole promuovere un bar o un ristorante.

Cosa ho imparato dagli imprenditori.

Molto spesso mi trovo a contatto con imprenditori che ritengono di aver investito inutilmente dei soldi nel marketing online, molti di loro però sono consapevoli di essersi semplicemente affidati ad aziende che non hanno tenuto fede alle loro promesse.

Questo è un punto essenziale, si discute molto online all’interno della comunità degli esperti di settore, su chi fa il gioco sporco.
Ultimamente poi vi è anche chi si spaccia per partner di Google, o per Google stesso, ma Google non ha commerciali che ti chiamano per posizionarti o realizzarti il sito, il massimo che fanno e proporti qualcuno, un fotografo, che ti realizza una serie di foto per il tuo locale commerciale o un consulente che ti aiuti nell’impostazione di campagne adwords.

Da una serie di investimenti sbagliati quindi nasce la giusta sensazione di essere stati truffati, raggirati, o semplicemente che il gioco non valga la candela.

In effetti se questi sono i soggetti che operano nel mercato pubblicitario il gioco non vale la candela, ma fortunatamente, ci sono molte persone serie ed oneste che si dedicano ai clienti come si deve, prendete me ad esempio, ho un sito da rifare da capo e non riesco a trovare il tempo per farlo.

Delusioni e preconcetti forzati.

Capita spesso che le emozioni provate e le esperienze vissute ci facciano fare pensieri in relazione ad una determinata cosa o situazione tali da farla ricordare come dannosa o negativa.

Come nel”esempio dei truffatori del paragrafo precedente.

Sebbene inconsciamente magari siamo consapevoli delle potenzialità o dei benefici che potremmo trarre da una cosa, semplicemente le esperienze passate ci faranno provare sensazioni contrastanti a riguardo.

Come in amore, tutti abbiamo provato almeno una volta alla fine di una storia un senso di delusione per quello che poteva essere e non è stato.
Ma non per questo abbiamo smesso di innamorarci.

Comprendere da dove deriva la frustrazione per superarla e riprovare nel modo giusto.

Le Basi della Logica

Nella logica il ragionamento si basa sulla capacità di relazionare (in questo caso) le esperienze con quanto da queste si è appreso, creando collegamenti utili e funzionali tra loro.

Uno dei meccanismi attraverso cui la logica opera è definito TRANSFER.
Ovvero quando (sempre in questo caso) un’esperienza vissuta influenza in maniera positiva o negativa la capacità di creare un collegamento funzionale tra essa e qualche altra cosa.

Il transfer può essere influenzato dal livello di conoscenze iniziali.

Quindi nel caso dell’esperienza negativa dopo un investimento in azioni di web marketing ho riscontrato, in molti dei miei interlocutori, un livello di conoscenze di base non adatto a comprendere per cosa si è pagato.

Si è pagata la poca familiarità con la materia, cosa che non è una colpa, perché ognuno fa il suo lavoro, però conoscere un minimo il funzionamento della propria auto ci evita di fondere il motore.

Moneta dopo moneta

Per evitare di spendere soldi inutilmente, e cominciare a farlo con cognizione di causa è utile approcciare agli investimenti negativi come opportunità di apprendimento.

Migliorare il proprio livello di conoscenza di base di un argomento collegando gli errori commessi con i risultati raggiunti e riprovarci evitando di commetterli nuovamente.

Tutti abbiamo giocato almeno una volta nella vita ad un Flipper.
Come è andata la prima volta? E la seconda? E la terza?
Un piatto di pasta la prima volta non sarà mai perfetto, ma facendo pratica si migliora e si evitano errori come la decisione della giusta dose di sale nell’acqua.

Il ruolo del libero professionista

Il ruolo di un libero professionista è dunque quello di accertarsi in primo luogo il livello di conoscenze del proprio interlocutore, in modo da stabilire un linguaggio comprensibile ad entrambi.

Successivamente è necessario entrare in empatia con il potenziale cliente, in modo da calarsi nei suoi panni e comprendere bene quali sono i suoi obiettivi e le sue necessità.

Fatto questo, durante il percorso che si andrà a percorrere insieme è necessario che entrambi i soggetti in questione ne escano arricchiti l’uno dall’altro.

Il professionista nella consapevolezza e nella conoscenza del settore in cui ha operato.
L’imprenditore nella comprensione dell’utilità del mezzo che ha utilizzato e per il cui utilizzo ha pagato.

Alla fine del rapporto, che esso abbia raggiunto gli obiettivi prefissati o meno entrambe le parti potranno ripartire con un baglio di conoscenze più ampie e migliorare di conseguenza le proprie attività future.

Conclusioni

Dunque sia per imprenditori che liberi professionisti, è il caso di riprovare facendo prima un punto della situazione per comprendere cosa si è fatto giusto e cosa si è fatto male, in questo modo non si creeranno dei preconcetti ma in maniera analitica si andrà ad aggiustare il tiro del proprio operato migliorando sensibilmente di volta in volta fino al raggiungimento degli obiettivi che ci si è prefissati prima di una campagna di marketing mobile o web.

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
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