Growth Hacking come crescita collettiva

Il post precedente esordiva dicendo che il Growth hacking è una stronzata.

Poi l’amico Gabriele Marazzi mi ha fatto notare alcuni aspetti che al primo approccio con l’argomento mi erano sfuggiti, così dopo molte ore in giro sul web ad approfondire la questione mi sono imbattuto in alcuni tecnicismi che mi hanno fatto rivalutare l’argomento, classificandolo non più come stronzata ma come Marketing per poveri smanettoni.

Ovviamente tutto questo discorso lo sto impostando sotto forma di provocazioni per essere chiaro.

Growth Hacking = Marketing per tecnici squattrinati.

In un post su http://www.ranky.co/growth-hacking-101-read-become-magician/

Ci sono linee guide sul processo base che si deve impostare verso la crescita che ci si propone.

1 Obiettivi realistici
Ad esempio guadagnare 1000 unici sulla propria pagina dei prezzi.

2 misurare i numeri dal primo giorno
Impostando su Analytics ed affini metriche di misurazione del traffico, referral url, permanenza sulla pagina, percorso, usabilità da mobile ecc.

3 Imbuto di vendita
Usare ingegno e tecnicismi per far leva sulle acquisizioni.
Ad esempio usando tecniche di SEO e PPC, la CRO (convertion rate optimization) per veicolare gli utenti nell’imbuto di vendita.
Usare il servizio clienti i social e il content marketing per incrementare referral

4 Esperimenti
Testi A/B o A/B/C insomma, provare ad esempio per una landing più versioni e capire quale funziona meglio.

Ora mi chiedo, se questo è quello che fa un Growth Hacker che cavolo fa uno che si occupa di web marketing?

Chi si occupa di marketing per i siti aziendali che cosa fa tutto il giorno? Spam sulle pagine facebook locali?

Ecco perché nel precedente post l’ho definito stronzata ed ho riportato l’acronimo AARRR come metodologia di approccio ad una crescita ingegnerizzata? Smart? Veloce? Programmata? Come la vogliamo tradurre.

Possibile dico io che nulla può crescere, cambiare o evolversi tenendo lo stesso nome?
Questa maschera che teniamo su quando siamo online ci ha fatto dimenticare che noi essere umani non siamo altro che organismi in divenire ed in quanto tali creiamo e predisponiamo metodologie e strumenti destinati ad evolversi nel tempo perché ci siano utili.

Ma tutte le chiacchiere sulla pubblicità, il marketing, la comunicazione, l’evoluzione della stampa non ci hanno insegnato nulla?

Le facciamo tanto per chiacchierare?

Secondo me sono inutili a questo punto, diamo un nome nuovo a tutto ciò che cambia.
A questo punto anche io dal 17 luglio appena mia figlia compie gli anni le cambio il nome; e si perché ormai ha imparato a parlare bene, non ha più il pannolino e ha gusti molto precisi sui vestiti da indossare e su cosa mangiare; non è più quel piccolo parassita che ti fa innamorare il primo giorno che lo vedi, ma ormai è un amore diverso, più maturo.
Giusto dunque trovare una nuova definizione anche per questo no?

Mi sembra la stessa cosa dei tanti post sulla morte della SEO.

Tornando Mentalmente Aperti

Qualcosa di utile ed interessante l’ho trovato leggendo Josh Elman https://medium.com/what-i-learned-building/f445b04cbd20 che cito testualmente:

“Growth hacking isn’t the best term, but it describes a new process for acquiring and engaging users combining traditional marketing and analytical skills with product development skills. “

Il Growth hacking non è proprio il termine più adatto, ma descrive un nuovo processo di acquisizione ed interazione con gli utenti combinato le tradizionali abilità analitiche di marketing con le abilità di sviluppo del prodotto usate sempre nel marketing.

Questo supporta la mia tesi secondo cui è il Growth Hacking è Marketing per smanettoni.

Questo perché l’aspetto SEM, SEO, di SMM, di SMO, di Grafica, di Web design è tutto correlato verso la ricerca della crescita della propria base utenti e della loro esperienza, e solo successivamente al profitto.

Quindi orientato alla crescita del business e delle sue potenzialità.

Cazzo, hanno scoperto che essere lungimiranti e cercare di non commettere gli errori precedenti porta benefici.

Su Wikipedia poi è puntualizzato che il Growth Hacker opera focalizzandosi su tecniche di marketing innovative e alternative low-cost a differenza del marketing tradizionale.

http://en.wikipedia.org/wiki/Growth_hacking

Ho realizzato uno schemino su un foglio di carta che posto così com’è e che mi ha fatto arrivare alla conclusione che il grwoth hacking è Marketing per smanettoni poveretti.

Lo trovate a fondo pagina.

Conclusioni Serie:

Ecco la mia definizione di Grwoth Hacking:

È un termine che indica attività di Marketing Online low-cost focalizzate sulla crescita di un business.

Data per buona questa mia definizione, potremmo avere a che fare con un’ impostazione della comunicazione in senso lato che ha tutte le carte in regola per diventare il volano di un nuovo modo di intendere il mercato.

Mirare alla crescita tramite la qualità del lavoro prima che ai soldi da parte di un business potrebbe spingere il resto della sua base di utenti a fare altrettanto, lavorando per una crescita collettiva per affrontare questioni comuni, Vere, sentite da tutti.

Proprio perché organismi in continuo divenire potremmo essere  alla fine di un ciclo dove arrivati nel momento più buio della notte si comincia ad intravedere una parvenza di luce.
Basterebbe deciderlo tutti.

Chi era Gandhi che diceva sii il cambiamento che vuoi vedere..

Ecco, il growth hacking potrebbe essere quel cambiamento.

growth hacking infografica

Il Growth Hacking è un termine che indica un’attività che usa tecniche low cost di marketing online focalizzate sulla crescita di un business

Giuseppe Schettino
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Giuseppe Schettino

Founder Okkei.it at Okkei.it
Napoletano verace.
Divoratore di tecniche di Marketing che fondano economia locale e web.
Innamorato di ogni idea realmente creativa.
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